Carla Benedetti
«L'artista se ne sta in una stanza a produrre "oggetti estetici". Nell'altra stanza c'è il critico che lo valuta, lo promuove o lo boccia... Fuori della casa intanto succede il finimondo. È una visione carceraria non solo della critica ma anche della scrittura»
Teorica, come lei stessa si definisce, spesso attaccata dall'establishement quasi sempre maschile della cultura italiana, sia sui giornali che nelle aule di tribunale, Carla Benedetti potrebbe prendere le sembianze, nell'Italia sonnecchiante e menefreghista, di una Giovanna d'Arco dei nostri tempi.
Da Pasolini contro Calvino a L'ombra lunga dell'autore, fino al tanto discusso Il tradimento dei critici, dai suoi interventi su «L'Espresso» a quelli in rete su «Nazione indiana» e «Il primo amore», il suo percorso è sempre stato contraddistinto da una ricerca innovativa, mal tollerata dal conformismo dei letterati italiani. Ha smitizzato scrittori "troppo" amati, ne ha riscoperti altri fraintesi, ha messo in scacco le teorie letterarie post-strutturaliste e le poetiche post-moderniste, scommettendo su nuovi scrittori italiani in un dialogo mai superficiale con la produzione contemporanea.
In questa appassionante intervista, Mario Maccherini fa emergere la figura intellettuale di Carla Benedetti, offrendo un risvolto prezioso per chi voglia addentrarsi nei pieni e nei vuoti della letteratura contemporanea attraverso la riflessione di questa studiosa irregolare.
Con un saggio di Andrea Di Consoli
Teorica, come lei stessa si definisce, spesso attaccata dall'establishement quasi sempre maschile della cultura italiana, sia sui giornali che nelle aule di tribunale, Carla Benedetti potrebbe prendere le sembianze, nell'Italia sonnecchiante e menefreghista, di una Giovanna d'Arco dei nostri tempi.
Da Pasolini contro Calvino a L'ombra lunga dell'autore, fino al tanto discusso Il tradimento dei critici, dai suoi interventi su «L'Espresso» a quelli in rete su «Nazione indiana» e «Il primo amore», il suo percorso è sempre stato contraddistinto da una ricerca innovativa, mal tollerata dal conformismo dei letterati italiani. Ha smitizzato scrittori "troppo" amati, ne ha riscoperti altri fraintesi, ha messo in scacco le teorie letterarie post-strutturaliste e le poetiche post-moderniste, scommettendo su nuovi scrittori italiani in un dialogo mai superficiale con la produzione contemporanea.
In questa appassionante intervista, Mario Maccherini fa emergere la figura intellettuale di Carla Benedetti, offrendo un risvolto prezioso per chi voglia addentrarsi nei pieni e nei vuoti della letteratura contemporanea attraverso la riflessione di questa studiosa irregolare.
Con un saggio di Andrea Di Consoli









