Er go' de Turone

Giugno 2009
208 pagine
ISBN: 978-88-6063-196-1
13,50 Euro

Diari di uno juventino a Roma

Er go' de Turone è la formula con cui, in romanesco, si fa riferimento a un episodio che è entrato a far parte della mitologia pallonara del nostro Paese: la rete che il 10 maggio 1981 il difensore della Roma Maurizio "Ramon" Turone segna alla Juventus e che l'arbitro Paolo Bergamo annulla per un dubbio fuorigioco. Massimo Zampini, romano e grande tifoso della Juve, individua in quel gol non convalidato l'emblema e la sintesi di ciò che è stato fino a oggi (e presumibilmente continuerà a essere) il tifo calcistico italiano, cioè una ruvida contrapposizione tra gli juventini e tutti gli altri tifosi, questi ultimi "affratellati" da un astio spesso fanatico e aprioristico nei confronti della squadra bianconera.
Muovendo dalle recenti e controverse vicende di Calciopoli, di cui smaschera contraddizioni e iniquità, e usando sempre l'arma sottile e penetrante dell'ironia, l'autore propone squarci – a volte umoristici, a volte toccanti – di un'esistenza da "straniero in patria" (o, se si preferisce, da juventino a Roma), rivelando per la prima volta cosa significhi dover convivere sin dall'infanzia con le contumelie e i pregiudizi di amici e conoscenti e dando vita a un libro in cui sia gli juventini sia i non juventini non faranno fatica, da una parte o dall'altra della "barricata", a riconoscersi e identificarsi.

Prefazione di Christian Rocca

Contributi di Antonello Angelini, Roberto Beccantini, Giuseppe Pollicelli e Andrea Sarubbi

"Ho otto anni, frequento la terza elementare a Roma. L'Italia (la Juve?) è diventata da qualche mese campione del mondo in Spagna. Sto per entrare a scuola con la mia copia di «Tuttosport» […]. Mi ferma il bidello, romanista. Guarda il mio giornale, fa una smorfia di disapprovazione: «Ahò, ma che ce fai co' 'sto giornale? Questo è pe' li juventini!». Io, un po' spaventato ma già orgoglioso, confermo. È proprio per questo che lo leggo, quel giornale. Il bidello mi guarda, tra l'incredulo e il disgustato: «Ahò ma 'o sai che du' anni fa c'avete fregato 'o scudetto cor go' de Turone? J'avrete regalato 'a solita Fiat, all'arbitro». Questa volta sono io, tra l'incredulo e il disgustato. Quanto odio, cavolo. Ho solo otto anni, che diavolo avrò combinato?".