Le mani sul TG1
da Vespa a Minzolini: l'ammiraglia Rai in guerra
«Negli ultimi 15 anni sono stati nominati dieci direttori al TG1. Solo tre possono essere considerati professionisti interni all'azienda. Uno ha fatto la spola tra la Rai e Mediaset. Gli altri, ben sei, sono giornalisti appordati dall'esterno a dirigere la testata italiana più importante, con scarsa epserienza televisiva e nessuna pratica nel servizio pubblico. Qualcosa vorrà pur significare.»
Del "caso Tg1" parlano da mesi, a torto o a ragione, tutta la stampa nazionale e quella internazionale. Sui social network (Facebook, Twitter) si sta sviluppando una discussione, senza precedenti, sulla linea editoriale del più amato e odiato telegiornale italiano. Vi partecipano centinaia di migliaia di persone di ogni orientamento. Nessuno ha raccontato finora la vera storia di questa testata. Il libro di Giulio Borrelli svela, per la prima volta, in modo documentato, meccanismi interni, retroscena, episodi sconosciuti o rimossi. Il lettore trova fondamentali elementi di analisi e di interpretazione per comprendere le logiche di funzionamento della testata ammiraglia, legate non solo alla politica. La chiave narrativa è assolutamente originale e mai nostalgica. «Non c'era un bel mondo che fu... ma oggi - scrive Borrelli la corretta informazione sta andando verso una deriva... Si è passati dai partiti ai salotti, alle lobby...
Il servizio pubblico non è stato migliorato e neppure privatizzato. E diventato strumento di fazione, in nome e per conto di... Il presente scivola verso la militarizzazione e l'acchiappa-acchiappa». Il racconto - attraverso anche una testimonianza autobiografica - fornisce una spiegazione motivata e convincente dell'azione svolta, da metà degli anni Novanta ad oggi, da quelle che l'autore chiama "lobby politico-editorial-giornalistiche".
Del "caso Tg1" parlano da mesi, a torto o a ragione, tutta la stampa nazionale e quella internazionale. Sui social network (Facebook, Twitter) si sta sviluppando una discussione, senza precedenti, sulla linea editoriale del più amato e odiato telegiornale italiano. Vi partecipano centinaia di migliaia di persone di ogni orientamento. Nessuno ha raccontato finora la vera storia di questa testata. Il libro di Giulio Borrelli svela, per la prima volta, in modo documentato, meccanismi interni, retroscena, episodi sconosciuti o rimossi. Il lettore trova fondamentali elementi di analisi e di interpretazione per comprendere le logiche di funzionamento della testata ammiraglia, legate non solo alla politica. La chiave narrativa è assolutamente originale e mai nostalgica. «Non c'era un bel mondo che fu... ma oggi - scrive Borrelli la corretta informazione sta andando verso una deriva... Si è passati dai partiti ai salotti, alle lobby...
Il servizio pubblico non è stato migliorato e neppure privatizzato. E diventato strumento di fazione, in nome e per conto di... Il presente scivola verso la militarizzazione e l'acchiappa-acchiappa». Il racconto - attraverso anche una testimonianza autobiografica - fornisce una spiegazione motivata e convincente dell'azione svolta, da metà degli anni Novanta ad oggi, da quelle che l'autore chiama "lobby politico-editorial-giornalistiche".
Anteprima:










