L'urlo del piacere
Antropologia dei gemiti d'amore
«Alcune signore si limitano a un sospiro quando raggiungono l'orgasmo perché temono di apparire delle donnacce. Una disse alla O'Connor: "Le brave ragazze emettono solo suoni da brava ragazza". E lei le rispose: "Una brava ragazza di solito non si diverte molto a letto. E il modo migliore di smettere di essere una brava ragazza è cominciare a divertirsi di più, aprire la bocca e gridare di piacere". Altre si preoccupano dei mariti: legati all'idea che le mogli siano delle madonne, si sentiranno delusi udendole emettere gemiti ad alta voce. Risposta: se le mogli gridano, i mariti si accorgeranno che sono dotate di una loro personalità sessuale e si renderanno conto di potersi divertire "in modo sconcio" anche a casa».
Il cinguettio degli uccelli, l'ululato dei lupi, il miagolio accorato dei gatti sono il 'canto d'amore" degli animali nella stagione degli accoppiamenti. E gli uomini? Non sono da meno nel dare prova della loro estrosità vocale quando il momento lo richiede. Gemiti, mugolii, frasi oscene o tenere dichiarazioni d'amore sono i modi in cui la parola e il suono diventano protagonisti degli incontri sessuali più stimolanti.
Ne L'urlo del piacere Spadanuda indaga i gemiti d'amore, ovvero quell'insieme di più o meno rumorosi sospiri, gorgheggi, ansimi e spasmi che esplodono con il sopraggiungere dell'orgasmo, ricercandone le tracce nella letteratura erotica di oggi fino ad arrivare ai racconti scritti del Trecento. Dal più semplice e trattenuto «Oohhh...» al più complesso turpiloquio, l'autore raccoglie e compara ipotesi e tesi che nella storia sociale solo pochi antropologi, psicologi e sociologi hanno espresso.
C'è da chiedersi se queste descrizioni eccitanti abbiano una rispondenza più o meno aderente alla verità storica. L'aneddotica che ci tramanda, spesso in maniera divertente, fatti e sentenze di personaggi del passato, fornisce una risposta affermativa ed esauriente.
Il cinguettio degli uccelli, l'ululato dei lupi, il miagolio accorato dei gatti sono il 'canto d'amore" degli animali nella stagione degli accoppiamenti. E gli uomini? Non sono da meno nel dare prova della loro estrosità vocale quando il momento lo richiede. Gemiti, mugolii, frasi oscene o tenere dichiarazioni d'amore sono i modi in cui la parola e il suono diventano protagonisti degli incontri sessuali più stimolanti.
Ne L'urlo del piacere Spadanuda indaga i gemiti d'amore, ovvero quell'insieme di più o meno rumorosi sospiri, gorgheggi, ansimi e spasmi che esplodono con il sopraggiungere dell'orgasmo, ricercandone le tracce nella letteratura erotica di oggi fino ad arrivare ai racconti scritti del Trecento. Dal più semplice e trattenuto «Oohhh...» al più complesso turpiloquio, l'autore raccoglie e compara ipotesi e tesi che nella storia sociale solo pochi antropologi, psicologi e sociologi hanno espresso.
C'è da chiedersi se queste descrizioni eccitanti abbiano una rispondenza più o meno aderente alla verità storica. L'aneddotica che ci tramanda, spesso in maniera divertente, fatti e sentenze di personaggi del passato, fornisce una risposta affermativa ed esauriente.









